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i tagliandi gratta e vinci sono un istituzione recente, benché per il loro grande successo sembrano esistere da una vita. Divertente e blandamente emozionante grattarli, laborioso avere i gratta e vinci nel proprio locale.
Per prendere i gratta e vinci ci si rivolge ad una azienda che si chiama Lottomatica, che opera in concessione con i monopoli di stato, di fatto, quindi, e come tutti sanno bene, i gratta e vinci sono delle vere e proprie tasse, che forse si pagano solo più volentieri di altre.
Visto che siamo in tema una notizia dell’ultim’ora, sembra che il ministero istituirà una gara per la gestione dei gratta e vinci e non è detto (anche se è probabile) che la vinca ancora Lottomatica.

Per ottenere i gratta e vinci si puo fare domanda anche on line on line

A quel punto la palla passa a Lottomatica che, come sempre in questi casi, si prende la più totale discrezionalità. Il criterio di valutazione che porta a scegliere alcuni locali invece di altri è peraltro semplice: vengono di fatto premiati i locali che per giro d’affari e target garantiscano le migliori vendite dei tagliadini da grattare; molto meglio, poi, avere già la licenza per i tabacchi, visto che la logistica avviene tramite gli stessi canali.
Ah, se non vi contattato per una risposta sappiate che nella loro regola il silenzio dopo un mese significa un no (a noi non stanno simpatici…)

L’aggio, la quota che spetta al commerciante per ogni gratta e vinci venduto è dell’8 per cento rispetto al prezzo di vendita, in pratica, su un costo medio di un paio di euro, il guadagno è di 16 centesimi, ben poco. Ben poco, ma come si può immaginare i gratta e vinci costituiscono un motivo di visita al locale, sarà facile che chi li compra venga anche poi attratto anche dalle sigarette o da un caffè.

Una cosa che non sapevo sono i nomi e i meccanismi dei gratta e vinci: la spiaggia d’oro, il tesoro del faraone e altri, ognuno con prezzo, meccanismi e premi diversi… un mondo bizzarro.

Nei mesi scorsi in molti mi avevano segnalato la possibilità di fare dei Corsi REC e corsi HACCP per corrispondenza. Questo aveva ingenerato un po’ di confusione che mi ha portato a fare un po’ di ricerche.
Mi sono mosso al momento per avere info sui corsi REC. Anche questi corsi, come molte altre cose nel mondo di legislazioni e regolamenti, variano a seconda di regioni e province (a volte perfino comuni).
In due province toscane comunque, Firenze e Prato, i corsi funzionano nella stessa maniera.

Essi sono composti di due diverse sezioni.
Nella prima parte, di 54 ore complessive, si parla della parte commerciale. Argomenti sono legislazione, marketing, libri contabili, lettura del bilancio etc.
Nella seconda parte invece si parla di alimenti. Per 40 ore complessive gli argomenti saranno quelli inerenti la manipolazione e la conoscenza del cibo.

Ebbene, in queste due province i corsi per corrispondenza non valgono, gli unici riconosciuti si tengono in aula, generalmente in orario serale.

In questi giorni molto da correre, ma sto preparando dei post, penso interessanti, che hanno per tema la situazione delle licenze e delle regolamentazioni in varie aree d’Italia. Insomma, dopo aver detto per tanto tempo che REC, HACCP, licenze per aprire un locale e variealtre burocrazie sono soggette alle regolamentazioni degli organismi competenti nelle varie città, proveremo a visitare queste realtà locali.
Intanto un cappuccino divertente di qualche giornofa. Un elefantino.

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Il prossimo corso di latte art, le tecniche per fare il cappuccino decorato, si tiene alla scuola di caffetteria il prossimo 7 luglio dalle 14 alle 18. Il costo è di 80€ e comprende i libri usati nel corso.
Nel corso si parla di la macchina del caffé vista come strumento per il montaggio del latte, il giusto bricco, il giusto latte e gli altri aspetti tecnici. Passeremo quindi a esaminare la montatura del latte in funzione della latte art. Infine, parte fondamentale, con l’ausilio di disegni, scomposizioni del gesto e video affronteremo le tecniche di realizzazione della latte art.

Il 6 luglio si tiene invece il corso Qualità. Il costo è in questo caso di 120 €.
Temi della giornata, che abbraccia tutto il mondo del caffé italiano sono:
Storia e geografia del caffé
Botanica e conoscenza della pianta
I sistemi di raccolta e di lavorazione.
Torrefazione e Blending con visita della torrefazione
Conoscenza e manutenzione delle macchine
La preparazione dell’espresso
Degustazione del caffè; degustazione di alcuni caffè in singola origine per coglierne le differenze organolettiche
Il Cappuccino in teoria e in pratica
Le nuove frontiere del caffé, le emulsioni, gli shakerati, le ricette mixate, i cocktail, i montati a freddo.
Per altri corsi quali quello di Degustazione e di Caffé cocktail date un’ occhiata al sito:
www.espressoacademy.it

La banca, struttura che raccoglie denaro (spesso da privati) e lo presta in cambio di interessi (spesso alle aziende) è il luogo tradizionalmente deputato a finanziare un’impresa. Un finanziamento in banca, anche per un bar o un locale, è quindi un passaggio quasi imprescindibile, anche perchè la banca non sarà importante solo per ottenere credito, ma sarà riferimento di tutta la vita economica del locale.

Le banche non godono davvero di un buon appeal, sono spesso immaginate, e a volte sono davvero, un po’ draculesche. Soldi prestati ad alti interessi, richieste di mari di documenti, ipoteche e dolorose firme che ci pesano sul collo, ombre di quello che potrebbe succedere se…
Le banche probabilmente alla fine sono solo un negozio, solo che l’articolo che trattano, il denaro, e troppo carico di sogni, incubi, speranze e umori per riuscire a guardare agli stessi istituti come a semplici e strutturali mattoni del capitalismo. Comunque, se vogliamo aprire una attività, con le banche sarà meglio imparare a conviverci, perchè, che ci piaccia o no, saranno nostre compagnie di viaggio.

I tempi che corrono non sono i migliori per ottenere credito dalle banche, più che mai guardinghe. Per concedere un prestito gli istituti fanno riferimento a due tipi di verifica.

Per primo la classica garanzia, in genere un’immobile o, nel caso di alcuni lavoratori con stipendi molto “sicuri” (statali?) anche una cessione del “quinto dello stipendio”. Mettere un’ipoteca sulla casa è una scelta molto forte, inutile sottolinearlo, e una volta di più deve farci riflettere sulla bontà e concretezza della nostra idea imprenditoriale. Pensateci sei volte!

E sulla bontà e concretezza dell’idea imprenditoriale vogliono riflettere bene anche le banche.
Il concetto è che se l’affare non va bene e non vengono rispettate le scadenze di pagamento la banca può sì rivalersi sulla casa, ma questo comporta per la banca spese, avvocati e tempi lunghissimi, sopratutto se la casa è occupata. La banca infine dovrà rimettere la casa sul mercato prima di realizzare
Le banche tutto questo preferiscono di gran lunga evitarlo e per questo anche su una casa in garanzia vogliono essere garantite. Come? Con uno strumento di cui abbiamo più volte parlato: il business plan.
La descrizione del business, la sua elaborazione nei dettagli e una cospicua parte di cifre permette (dovrebbe) all’istituto di capire se il locale ha reali possibilità di essere profittevole e quindi di pagare il prestito che gli viene fatto.
Il segreto è quindi sempre lo stesso: ragionare bene. Un locale è una azienda, e come tale deve essere visto.

Pochi giorni fa ero da un grafico, e a volte il sonno è davvero sonnolento.
Chiedo il time out ed esco per un caffé. L’unico bar vicino mi sembra pieno di energia e POP nel senso di popolare, con tavoli in rovere finto e formica vera che profumano di quei tempi passati che non rimpiange nessuno.
Al banco il proprietario, che corre dalla cassa alla schedina al gratta e spera al caffé, e non perde mai il sereno del volto, che bello!
Gironzolando per il bar (peraltro affollato) mentre godo il caffé, mi cade l’occhio su un manifesto che pubblicizza
LA FESTA DELLA MERINGA INVENDUTA!
E che ho pensato di immortalare per voi…
La festa purtroppo era già passata, ed è davvero un peccato, perchè il programma era strepitoso!

Fenomenologia della meringa secondo kant

Dibattito sociale: la meringona invenduta ruba spazio a panini e croissant fragranti?

Finale con gara di lancio della meringona invenduta e altri usi alternativi

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Il tutto, credetemi, sembrava una vera festa di quartiere con coinvolgimento di tutta la strada.
Il Dio Pan esiste ancora, e gioca con le meringhe!

Ottenere finanziamenti a fondo perduto per aprire il proprio bar è un miraggio o una stella cometa per molti ragazzi. Stella cometa per chi sa bene quello che vuole fare, miraggio per chi ancora non si è schiarito le idee.

Il finanziamento a fondo perduto è erogato nella maggior parte dei casi, dalla comunità europea e a come obbiettivo quello di facilitare l’ingresso nel mondo imprenditoriale a categorie svantaggiate,
i giovani, le donne o le imprese che nascono in aree difficili o a forte disoccupazione.

Questi fondi di finanziamento sono pochi e in epoche difficili come queste non aumentano di certo; quando escono bisogna essere lesti a coglierli perchè i fondi a disposizione finiscono in fretta. Notizie sui fondi in uscita sul sito su:
http://www.tuttosullafinanza.com/finanziamento-fondo-perduto.htm

Ma cosa bisogna fare per poter accedere a questi fondi?
Presentare domanda e sopratutto corredarla con un Business plan convincente.
Su cosa sia un business plan (o una analisi finanziaria) abbiamo già parlato a lungo in questo blog. In sostanza è una analisi scritta del proprio progetto: se è innovativo, perchè incontrerà i bisogni della clientela, se sarà in grado di produrre un fatturato congruo, quale bacino di utenza avrà, quali concorrenti, quali previsioni di fatturato e naturalmente quanto costerà l’apertura e dove si reperirano i fondi con cui si pensa di coprire l’investimento (finanziamento a parte).

Compilare questa analisi vuol dire innanzitutto chiarire le idee a noi stessi: questo locale ha delle prospettive? Perchè? La mia idea ha tenuto conto di tutti i fattori? E una volta che le idee sono chiare esse devono essere convincenti. Riuscirete a convincere chi eroga i fondi che la vostra idea è giusta e migliore di altre? Cosa contiene di davvero nuovo? (un progetto di franchising o un concept già sviluppato potrebbe essere molto utile in questo senso, se contiene dei chiari punti di forza e se vi mette a disposizione dei professionisti).

Una volta che la domanda è stata accettata quanti soldi possiamo aspettarci? Generalmente circa il 40% dell’investimento preventivato (attenzione, di solito viene preso in considerazione solo l’investimento in materiale -come l’arredo- ma non i costi immateriali come la licenza)
I tempi, infine possono essere lunghi, fino ad 8 mesi. Spesso e volentieri, quando si è sicuri che la domanda è stata accettata, si può prendere un finanziamento in banca per cominciare a lavorare, che poi estingueremo all’arrivo del finanziamento.

In questo secondo post sull’argomento ci occupiamo dei costi nel caso si debba aprire un bar o comunque un locale partendo da zero, da un fondo vuoto, che considereremo di proprietà o in affitto, non valutando così l’eventuale acquisto dell’immobile.
In questo caso i costi maggiori derivano dalla decorazione, o allestimento del locale e dall’arredamento dello stesso.
Nella prima voce, l’allestimento, rientrano elementi quali la verniciatura, la risistemazione dell’impianto idraulico, di quello elettrico e i sanitari. È chiaro che l’ammontare di questi costi dipende dalle condizioni della struttura, più sarà malridotta oppure lontana dalle caratteristiche che vorremmo noi e più alti saranno questi costi, diciamo che mediamente essi si aggirano dai 200 ai 400€ al metro quadro.

L’arredamento del locale è un costo che può vertere verso l’infinito. Dipende, è chiaro, dal livello di materiali, di finiture e di qualità che si vogliono raggiungere. Possiamo quantificare il costo medio di sedie, tavoli, banconi, attrezzature e frighi intorno ai 600/700 € al Mq. Normalmente costano di più, in proporzione, i locali piccoli (che però avranno poi meno spese di gestione)
A tormentarvi ci saranno mille altre piccole spese, e, come dicevo a proposito del post sull’acquisto di un bar, è meglio partire con un po’ di riserva monetaria…

Il prossimo corso di latte art, le tecniche per fare il cappuccino decorato, si tiene alla scuola di caffetteria il prossimo 16 giugno dalle 14 alle 18. Il costo è di 80€ e comprende i libri usati nel corso.
Nel corso si parla di la macchina del caffé vista come strumento per il montaggio del latte, il giusto bricco, il giusto latte e gli altri aspetti tecnici. Passeremo quindi a esaminare la montatura del latte in funzione della latte art. Infine, parte fondamentale, con l’ausilio di disegni, scomposizioni del gesto e video affronteremo le tecniche di realizzazione della latte art.

Sempre il 16 giugno si tiene il corso Qualità. Il costo è in questo caso di 120 €.
Temi della giornata, che abbraccia tutto il mondo del caffé italiano sono:
Storia e geografia del caffé
Botanica e conoscenza della pianta
I sistemi di raccolta e di lavorazione.
Torrefazione e Blending con visita della torrefazione
Conoscenza e manutenzione delle macchine
La preparazione dell’espresso
Degustazione del caffè; degustazione di alcuni caffè in singola origine per coglierne le differenze organolettiche
Il Cappuccino in teoria e in pratica
Le nuove frontiere del caffé, le emulsioni, gli shakerati, le ricette mixate, i cocktail, i montati a freddo.
Per altri corsi quali quello di Degustazione e di Caffé cocktail date un’ occhiata al sito:
www.espressoacademy.it

L’investimento necessario a comprare un bar è la prima e giustamente più importante domanda che si pone chi vuol portare avanti un progetto di questo tipo. Dalla risposta a questa domanda ci si rende spesso conto se esso può essere portato avanti o se, invece, vola troppo alto per le nostre possibilità ed è il caso di aspettare la prossima occasione.

L’investimento per l’apertura di un bar può avere una natura diversa a seconda che si voglia acquistare un bar già attivo o che si voglia costruirne uno partendo da zero.
In questo post ci occupiamo del primo caso.

Nel caso si voglia acquistare un locale già esistente l’investimento consiste sopratutto nell’esborso della cifra chiesta dal proprietario dell’attività. La cifra, che quasi sempre và dai 100.000 euro in su, è generalmente rateizzata ma richiede un congruo anticipo. Spese accessorie a questa possono essere l’acquisto delle cambiali, la parcella del notaio per l’apertura della società di gestione e la formalizzazione dell’acquisto e, se si è passati attraverso un mediatore, la percentuale dell’agenzia (spesso intorno al 2%) queste spese accessorie arrivano facilmente a 7/8000 euro.

Va da se che a queste spese bisognerà aggiungerne altre nel caso che vogliamo apportare delle modifiche al locale. Nel caso di lavori in muratura (nuove pareti? Abbattimento di altre? Creazione di nuovi bagni?) si arriva facilmente ai 15/20.000 € di spesa. Nuovi tavoli possono costare sui 150/300 € l’uno. Un frullatore professionale sui 300€.
Una volta fatte queste spese sarebbe utile avere ancora un po’ di capitale; nei primi mesi ci si potrebbe trovare a fronteggiare delle uscite senza che ancora gli incassi bastino a coprirle…
Sono stato troppo cattivo?

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